Il treno si ferma, le porte si aprono, suono di tacchi su per le scale e mi si presenta questa signora con delle buffissime scarpe di pelle lucida rosse col tacchetto, pelliccia enorme, cappello col pon pon, occhiali da sole grigi a lente unica e sciarpa da ragazzo grigia e rossa.Si siede, sposta la sua borsa Louis Vuitton e il suo sacchetto sempre della stessa costosa marca. Scioglie la sciarpa rivelando una camicia scozzese coperta da tre collane dorate. Fruga nella borsa ed estrae il giornale “Chi”. Cerca ancora e trova gli occhiali di lettura, solleva quelli da sola sopra la testa scoprendo occhi densamente truccati e inizia a leggere sistemandosi i capelli tinti ogni tre secondi palesemente in cerca di attenzione. Come non ricordare Pirandello?
“Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di quale orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d’abiti giovanili. Mi metto a ridere. Avverto che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una vecchia rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa impressione comica. Il comico è appunto un avvertimento del contrario. Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse nessun piacere a pararsi così come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente s’inganna che, parata così, nascondendo così le rughe e la canizie, riesca a trattenere a sé l’amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l’umoristico”
                                                         -Pirandello; L’umorismo e altri saggi

Il treno si ferma, le porte si aprono, suono di tacchi su per le scale e mi si presenta questa signora con delle buffissime scarpe di pelle lucida rosse col tacchetto, pelliccia enorme, cappello col pon pon, occhiali da sole grigi a lente unica e sciarpa da ragazzo grigia e rossa.
Si siede, sposta la sua borsa Louis Vuitton e il suo sacchetto sempre della stessa costosa marca. Scioglie la sciarpa rivelando una camicia scozzese coperta da tre collane dorate. Fruga nella borsa ed estrae il giornale “Chi”. Cerca ancora e trova gli occhiali di lettura, solleva quelli da sola sopra la testa scoprendo occhi densamente truccati e inizia a leggere sistemandosi i capelli tinti ogni tre secondi palesemente in cerca di attenzione. 

Come non ricordare Pirandello?

Vedo una vecchia signora, coi capelli ritinti, tutti unti non si sa di quale orribile manteca, e poi tutta goffamente imbellettata e parata d’abiti giovanili. Mi metto a ridere. Avverto che quella vecchia signora è il contrario di ciò che una vecchia rispettabile signora dovrebbe essere. Posso così, a prima giunta e superficialmente, arrestarmi a questa impressione comica. Il comico è appunto un avvertimento del contrario. Ma se ora interviene in me la riflessione, e mi suggerisce che quella vecchia signora non prova forse nessun piacere a pararsi così come un pappagallo, ma che forse ne soffre e lo fa soltanto perché pietosamente s’inganna che, parata così, nascondendo così le rughe e la canizie, riesca a trattenere a sé l’amore del marito molto più giovane di lei, ecco che io non posso più riderne come prima, perché appunto la riflessione, lavorando in me, mi ha fatto andar oltre a quel primo avvertimento, o piuttosto, più addentro: da quel primo avvertimento del contrario mi ha fatto passare a questo sentimento del contrario. Ed è tutta qui la differenza tra il comico e l’umoristico”

                                                         -Pirandello; L’umorismo e altri saggi